


Un partito religioso?
«No, il mio non è un partito religioso né si rivolge solo ai cristiani. È un partito laico che proclama uno stato di emergenza etica in Europa e individua nella civiltà cristiana la verità storica delle radici del nostro Continente, il nostro punto di riferimento irrinunciabile, da riscoprire e difendere. Siamo aperti a tutte le persone di buona volontà, compresi i musulmani...».
Be', magari i musulmani sarà più difficile, no?
«Ma perché? L'Europa "è" cristiana!».
COMMENTO: magari non oggi, non ce la faccio.





COLORADO (Stati Uniti) - Un gruppo di adolescenti accusati di disturbo della quiete pubblica ha dovuto ascoltare per un' ora intera la playlist del giudice. La singolare vicenda è accaduta a Fort Lupton, a nord di Denver, in Colorado. Alcuni ragazzi hanno scatenato ripetutamente le ire loro vicini ascoltando a tutto volume la loro musica preferita; in casa, sostando in auto sotto le finestre o durante le prove con le loro band. Paul Sacco del tribunale di Fort Lupton ha ritenuto che la giusta punizione per loro fosse di ascoltare classici della musica americana - quelli, insomma, da loro odiati (o ignorati).
Tra i brani scelti dal giudice: "Only You" dei Platters, "I Can't Smile Without You" di Barry Manilow, "I Will Always love You" di Dolly Parton, il tema di "Il buono, il brutto e il cattivo", "Always on My Mind" di Willie Nelson, "Chelsea Morning" di Joni Mitchell.
COMMENTO: capisco i Platters o Willie Nelson, ma Joni Mitchell!?!???
19:15 ECONOMIA Merkel e Sarkozy uniti nel chiedere un'allentamento del Patto di stabilità per due anni. Appello all'Ue per far fronte alla crisi finanziaria: «I criteri siano applicati con flessibilità»
Commento Forse il Corriere.it dovrebbe chiedere anche un allentamento alla grammatica.




Un dilemma, esserci o non esserci? Sociologi, psicologi ed economisti si sono già espressi. «Facebook rende soli», ha detto Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico). «Facebook non disturba il lavoro», tranquillizza una ricerca inglese. «Facebook ha bisogno di fondi perché spende oltre un milione di dollari al mese solo in energia elettrica», dice TechCrunch, il blog creato da Michael Arrington e dedicato alle segnalazioni sul Web 2.0. «E Facebook, non essendo una compagnia fondata con lo scopo di fare soldi, morirà». Già, morirà. Ma uscirne è difficile. In gergo si dice suicidarsi. Si compila un modulo spiegandone le ragioni. Le opzioni vanno da “Facebook sta creando problemi alla mia vita sociale”, fino a “si tratta di uno stato temporaneo. Tornerò”. Il profilo resta ad memoriam, coperto di grigio come una tomba, e i dati, attenzione, rimangono nel sistema.
Negli Usa molti utenti hanno già smesso. Così, proprio nel momento in cui Facebook raggiungeva l’apice, ha iniziato a soffrire. Come una bolla speculativa da subprime. Gli iscritti hanno capito. E si sono suicidati in massa.





Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
Qui si parla del personaggio televisivo, non della persona. «La storia siamo noi» di Giovanni Minoli ha dedicato una grande «orazione funebre in vita» a Maurizio Costanzo, con un ritratto di Luca Martera dal titolo «Sor 5˚ potere» (Raidue, mercoledì, ore 23.20). Nessuno mette in discussione il ruolo che Costanzo ha avuto nella storia della tv italiana, ma l'omelia non contemplava la dissonanza.
Era tutto un elogio di persone molte vicine a Costanzo: da Maria De Filippi a Enrico Vaime, dall'avvocato Assumma al suo regista Pietrangeli. Costanzo sostiene di essere un seguace di Ennio Flaiano; a me fa l'effetto opposto. Ogni volta che leggo una pagina di Flaiano sulle allucinazioni di cui siamo vittima mi appare la figura di Costanzo. Uno dei due sbaglia, per prudenza alzo la mano. La debolezza strutturale della tv italiana si fonda anche su un particolare apparentemente secondario: ogni discorso sulla tv è in mano ai televisivi. Se la suonano e se la cantano.Negli Usa o in UK esiste una massa di letteratura critica sulla tv scritta da persone che non hanno mai messo piede in uno studio televisivo. In Italia, Costanzo fa tv, insegna tv da vent'anni alla Sapienza di Roma, ha una rubrica di critica tv sul «Riformista». Tutto si tiene, niente si autodistrugge. La faccia tosta di chi fa tv è sorprendente.
Alcune delle persone intervistate in privato dicono cose imbarazzanti nei suoi confronti ma interpellate davanti a una telecamera si profondono in lodi: nihil nisi bonum. A parte l'affetto di Silvio Berlusconi, dal ritratto di Martera i due statisti di riferimento di Costanzo sembrano Massimo D'Alema e Giulio Andreotti, due fra i politici più «ciniconi» espressi dal nostro Parlamento. Per rubare un'espressione a Massimo Gramellini, i tre insieme formano un bel «conforto d'interessi».
P.S. Dopo tanta affettuosità, spero che anche Costanzo spenda due parole con Berlusconi a favore di Minoli per le nomine Rai. Requiescant in pace.
COMMENTO DEL BLOG DI GAGO: Sai che anch'io l'altra sera quando ho girato e ho visto questa cosa ho pensato subito "Cacchio guarda ben che è morto Costanzo!"









3 - Mastrocola e gli scrittori di serie B...
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"
Accidenti come siamo distrutti, qualcuno aveva scritto il Wilhelm Meister italiano, un «Bildungsroman» alla Goethe, e noi non ce n'eravamo accorti. Lo apprendiamo ora da Manuela Grassi, su Panorama di questa settimana. Quel qualcuno si chiama Paola Mastrocola, autrice di "Che animale sei? Storia di una pennuta" (Guanda), un autentico romanzo di formazione dove la protagonista, un'anatra in crisi di identità, incontra il filosofo Lupo Solitario. Ora la scrittrice, a grande richiesta, ha sfornato il sequel: "E se covano i lupi" (Guanda), in cui il canide fa il «mammo» al posto della pennuta. Dopo le galline volanti e le barche nel bosco, i lupi che si siedono sulle uova
Mastro ci cova. Il libro di Paola, scrive Manuela Grassi, «piomba come una vistosa anomalia nel bel mezzo di una stagione tutta neorealista: il 13 novembre, il giorno in cui è in libreria, esce anche l'Almanacco Guanda, dedicato quest'anno al "ritorno al reale": Il romanzo della politica. La politica nel romanzo. Una prevalenza che la fa un po' soffrire». Povera Mastrocola, cosa le tocca vedere: tutto questo impegno, sai che palle! «Ci sono scrittori di tipo A e di tipo B - riflette. - Il primo tipo si astiene dalla vita e dall'esperienza, neppure lo guarda, il mondo, per raccontarlo. Il tipo B al contrario si butta, viaggia, si immerge». Un po' come ha fatto l'autore di Gomorra. «Oggi l'effetto Saviano è molto forte», sospira Paola.
Al primo gruppo, invece, quello degli scrittori «alfa», appartengono Omero, Salgari, Emily Dickinson, Ariosto. E naturalmente lei, Paola Mastrocola, anzi Meisterkoele, alla tedesca, per assonanza col suo antesignano Wolfgang. Ovvio, anche se per eccesso di modestia non lo dice: è una scrittrice di serie A. E tutti gli altri? Retrocessi in B. O magari anche più giù, a cercare il punto G: come Gomorra.
COMMENTO Qualcuno ha capito di che sta parlando?















