










(Repubblica.it del 27 novembre 2008)

MA POI...
Orvieto - "Con qualsiasi sistema elettorale il Partito democratico correrà da solo". A sottolinearlo è il leader del Pd Walter Veltroni prendendo la parola alla IX assemblea annuale dell’Associazione "Libertà eguale" dedicata al futuro del nuovo soggetto politico del centrosinistra.
(La Stampa del 19 gennaio 2007)

E DUNQUE...
(AGI) - Roma, 21 gen. - "Il PD vincera' da solo, si', ma nel 2500". Cosi' il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, ironizza sulla possibilita' avanzata dal segretario del Pd, che il partito corra da solo nelle prossime elezioni.

PER QUESTO...
Al Senato la caduta del governo: 161 no, 156 sì
Mastella: li avevo avvisati, ora nel Pd sarà bagarre
(da il Messaggero.it di ieri)
ESCLUSIVO PER IL BLOG DI GAGO! IL COMMENTO DI ENRICO MENTANA ALLA NUOVA VITTORIA DI SILVIO BERLUSCONI
(rubrica a caldo di grandi opinionisti)

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DIRETTA. Il voto (video) dopo un acceso dibattito a Palazzo Madama (video).: 181 no, 156 sì, un astenuto. La replica del premier, che già stasera salirà al Quirinale per dimettersi: "L'Italia non può restare senza governo". "Non si fugge davanti al giudizio del popolo". "Vergognoso opportunismo su Mastella". "Legge elettorale fatta dal Polo". Montezemolo: "Il Parlamento è un suk"
da Repubblica.it






TI MERITI MASTELLA
(rubrica meritocratica)
TURIGLIATTO: "NON VOTERO' LA FIDUCIA A PRODI"…
(Velino) - "Io la fiducia al governo non la do piu'". Taglia corto, il senatore dissidente di sinistra Franco Turigliatto, sull'atteggiamento che adottera' quando, come richiesto dal premier Romano Prodi, il governo chiedera' la fiducia anche a Palazzo Madama. "Il mio voto - aggiunge - non puo' che essere negativo anche perche' il discorso di Prodi alla Camera non mi e' piaciuto affatto. Prodi - ha concluso - ha rivendicato tutte le cose verso cui io ho sempre votato no".




MAKARONI
(Luca Bottura per il Corrierone)
SARO’ BREVE Dopo il Ka-pa-ro, ieri la Gazzetta ha lanciato il Qua-Pe-Dina dell’Udinese: Quagliarella, Pepe, Di Natale. Si è così capito, finalmente, perché il Milan l’anno scorso non ha acquistato Zoro. Avendo già Storari (St) e Ronaldo (Ron), temeva i titoli della Gazzetta.
RIDERE PER RIDERE “Didier Cuche l’abbiamo visto anche stamattina in slalom e non è stato niente male. “Insomma: ha preso cinque secondi di distacco…”. “Beh, nel senso che…” (Carlo Gobbo e Paolo De Chiesa, speciale di Kitzbuehel, Raidue)
UOMINI E TOPOS “Se i Mondiali devono andare a Cavalese o a Cortina? Dobbiamo tifare per tutte e due. Ma oggi sono a Cortina, e tifo Cortina” (il presidente del Coni Gianni Petrucci ad Arianna Secondini, Raitre)
GUARDA IL CAPELLO Problemi per Fabio Capello dopo che ha esternato la sua felicità per i 90.000 spettatori che vedranno il suo esordio da ct inglese. Pare che al fisco ne avesse dichiarati solo 20.000.
HELL’S ANGEL “Guarda che bella mascella ha Wolfgang Hell…” (Carlo Gobbo, Raidue. Slalom di Kitzbuehel)
NEL NOME DEL SIORE “Serve più Obodo, sior Galliani, o più Gilardino?” (Pellegatti a Galliani, Domenica Stadio)
QUINDI AVEVI DETTO MALE” L’avevo detto in presentazione: la Samp è una squadra dentro o fuori, o vince o perde. E oggi è venuta qui e ha portato via il pareggio” (Claudio Ranieri, Domenica Stadio)
LA LEGGE DELL’EX Avendo sentito Carlo Pellegatti che aveva definito Gilardino il “deus ex machina” di Udinese-Milan, Rino Gattuso ha fatto sapere che ‘sta Deus non l’ha mai sentita e continua a preferire il suo Mercedes.
URBANO D’EGITTO Dopo aver ricoperto il ruolo da testimonial del suo nuovo settimanale “TvMia”, il presidente del Toro Urbano Cairo ci ha preso gusto e starebbe per lanciare un periodico dedicato all’arbitro Tagliavento: “’tacci tua”.






PERCHE' NON E' VERO CHE TUTTA LA STAMPA E' UGUALE

SERRA CREATIVA
(rubrica su uno che ancora oggi, molto spesso, mi spiega come la penso)
La triste mischia della Sapienza era nell´aria. Dispiace a tutti, lascia solo vinti e nessun vincitore. Ma è veramente ipocrita dimenticare (come hanno fatto molti giornali, molti telegiornali) gli eventi che hanno schiuso porte e finestre a questo clima fetido. Grazie al suo interventismo implacabile nell´attività politica, legislativa e perfino amministrativa di questo Paese, la Chiesa è sospettata da molti italiani, per la prima volta con questa intensità, di essere una fazione politica e non già un´autorità spirituale. L´attrazione inedita che questo papa (ideologo quanto teologo) esercita su piccoli ma potenti circoli della destra politica e giornalistica non ha assolutamente nulla di spirituale. E diciture come "atei devoti" la dicono lunga, in questo senso. Li muove la passione ideologica, il gradimento massimo per le possibilità di riassetto culturale, ma anche politico e perfino gerarchico, che questo papato offre a una società stanca e divisa. E quando il magistero di un Papa arriva in Università tra gli applausi degli ultras, è quasi inevitabile (ancorché sconveniente e stupido) che si formi una inedita falange "no pope", impensabile fino a pochi mesi fa. Politica chiama politica. E´ la dura legge della città degli uomini.
(Michele Serra su la Repubblica)

GIA' CI MANCA
(rubrica su uno che già ci manca)
Mastella: "Sono come la Repubblica di Venezia: serenissimo"
"Io sono esuberante, un passionale, uno che anche dice le parolacce in tv ma mi sono sempre dimostrato un grande perdonista, sono come S. Girolamo. E al procuratore di S. Maria Capua Vetere voglio dire che, nonostante la tegola addosso, sono di un'infinita serenità...sono come la Repubblica di Venezia, sono la 'Serenissima'". Così l'ex ministro Clemente Mastella.
(da Repubblica.it)

PER PERDERE DOMANI
(rubrica su gente che ha tempo e elezioni da perdere)
| incazzatoGiovedì, 17 Gennaio 2008 |
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| perbenismo, aldo grasso
Io detesto Aldo Grasso: lo insultai come meritava dopo certi suoi recenti articoli su Luttazzi. Adesso lo detesto anche di più: ma non è questo. E' vero che necessariamente parlerò di Aldo Grasso, qui di seguito, ma è vero anche il contrario: in parole povere nell'articolo Aldo Grasso s'indignava perché una ragazzina, durante una partita di calcio (Lazio-Genoa) era stata inquadrata dalle telecamere mentre si rollava una canna in santa pace con gli amici. |
Grasso Giovedì, 17 Gennaio 2008 |
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Gentile signor Incazzato, la sua squisita disanima del mio pezzullo ha un solo piccolo difetto: i titoli non li fanno gli autori degli articoli ma la redazione. |

GAGO NEWS
(aggiornamenti in diretta)
Incidenti e lancio di fumogeni alla Sapienza di Roma in concomitanza con l'apertura dell'anno accademico. La notizia non è questa. E' che i fumogeni li hanno lanciati le Guardie svizzere.

GAGO NEWS
(aggiornamenti in diretta)
Prodi ha assunto l'interim della Giustizia. Ma c'è una buona notizia: in base alla legge 30, sarà un'assunzione a tempo determinato.








MAKARONI
(Luca Bottura per il Corrierone con un'inutile battutina extra)
L’ALLENATORE NEI PALLONI “Sereno Variabile” e “Protestantesimo”, cioè le uniche due trasmissioni in cui Lino Banfi non sia ancora intervenuto a pubblicizzare “L’allenatore nel pallone 2” – solo ieri, “Guida al Campionato”, “Quelli che…”, “Controcampo” – si scusano per la grave mancanza e promettono di rimediare in settimana: a “Protestantesimo” Canà chiederà un rigore, mentre a “Sereno Variabile” tenterà di mostrare il trullo.
FACCE DI ORONZO Abatantuono: “Elisabetta parlava di sesso con le amiche durante la pubblicità”. Canalis: “Mi metti in bocca cose…”. Abatantuono (ridendo): “Non ti metto in bocca niente”. Canalis (stizzita): “Volgare”. Banfi: “E poi a me fanno casino perché nel film parlo di fallo da dietro…”. (Controcampo Ultimo Minuto)
NO, GUARDA, PENSAVA A PRODI “Spalletti in panchina è preoccupato ma anche il ministro degli esteri D’Alema in tribuna appare perplesso dalla Roma” (Marco Cherubini, Controcampo)
CELEBRATI MAESTRI Dopo il Milan, che grazie al successo di Tokio è diventato il club più titolato al mondo, festeggia anche la Samp: dopo l’arrivo di Cassano, è diventato il club più sottotitolato al mondo.
DIRITTURA D’ARRIGO “Il mio Milan non è mai stato favorito dagli arbitri, anche perché in quel periodo Berlusconi era all’opposizione e non era al governo” (Arrigo Sacchi a Controcampo anticipa di un lustro la discesa in campo del suo presidente)
SCHERZI DA RETE Polemiche al Meazza quando, al 15’ di Milan-Napoli la partita è stata sospesa a causa del cedimento di una rete: il presidente del Milan ha creduto di riconoscere nel danneggiatore il ministro Gentiloni, che da anni cerca di boicottare tutte le reti di Berlusconi.
EFFETTIVAMENTE “Dopo il gol di Ronaldo i milanisti esultavano, quelli del Napoli no” (Fabio Caressa, Sky)
EFFETTIVAMENTE/2 “Lo sci si svolge all’aperto e risente dei problemi climatici” (Davide Novelli giustica il disastro azzurro nello speciale di Maribor, Raitre)
SOLO A ROMA “A Roma si dice che Delio Rossi ha fatto le nozze con i fichi secchi” (Ilaria D’Amico, Skycalcioshow)
CESARI PALACE Sconcerto tra il pubblico dopo la telepromozione in cui l’ex arbitro Cesari, su Italia 1, pubblicizza scarpe da lavoro. Questo farebbe presupporre che Cesari abbia lavorato in vita sua.
I GIORNI DELL’IRAP Buone notizie per Mario Cipollini dopo la sentenza che lo obbligherà a versare al fisco un milione e centomila euro di tasse non pagate: vuole ingaggiarlo la Yamaha.


















LATO B
(Luca Bottura per il Corrierino, irricevibile per i non bolognesi)
Se questo Paese conserva ancora un barlume di speranza democratica è per merito di persone come Fabio Garagnani, che combattono la loro coraggiosa battaglia contro il regime comunista per preservare i nostri figli da un futuro di miseria, morte, distruzione e concerti dei Modena City Ramblers.
Garagnani nasce il 15 ottobre del 1951 a San Giovanni in Persiceto, la cosiddetta – dallo stesso Garagnani – Volgograd della Bassa. Alle politiche del ’49 il Pci ha ottenuto il 112 per cento dei voti, le massaie sono costrette ad acquistare poca e povera merce nei mercati kolkozyani, e il clima di intimidazione è palpabile: basti pensare che alle elementari i figli dei padroni devono studiare geometria sul triangolo della morte.
Fabietto, come lo chiamano gli amici (i nemici invece preferiscono il vezzeggiativo “càl gatein ataché ai maròn”) non è però tipo da subire: complice una colletta tra i figli dei commercianti, dà alle stampe il sussidiario alternativo “La squola moderata”. C’è scritto, tra l’altro, che: i 7 fratelli Cervi furono eliminati dal fratellastro, l’attore Gino, che in questo modo voleva calarsi per tempo nella parte del sanguinario comunista Peppone; un corpo immerso nell’acqua riceve una spinta solo se è di sinistra perché si sa che quelli sono tutti raccomandati; Yuri Gagarin è gay.
Giovane e convinto assertore della scuola privata, Garagnani ottiene il suo primo successo nel 1959 quando, dopo aver chiesto udienza al preside per presentargli una mozione contro il fiocco rosso sui grembiuli, viene privato della scuola. Si laureerà in Giurisprudenza alla Scuola Radio Elettra con tesi su “Come costruire un magnetofono a valvole” (all’epoca la Scuola Radio Elettra faceva spesso casino nella spedizione dei fascicoli).
La fortuita coincidenza stimola nel Garagnani la vocazione allo spionaggio. Manda un curriculum alla Cia per partecipare alla caccia alla streghe, ma quelli stanno inciuciando con Kruscev e rispondono picche. Garagnani crede sia un codice e risponde cuori. La Cia risponde quadri. Garagnani risponde fiori. La Cia si secca e per toglierselo dalle scatole gli invia un tesserino da agente onorario della sua affiliata italiana - la Dc – e un messaggio cifrato: “Tu sta’ lì fermo senza fare danni che poi ci facciamo vivi noi in un secondo momento. Eventualmente”.
Un ordine è un ordine, e Fabio esegue. Per oltre due decenni, stritolato nei cingoli del Soviet emiliano, attende invano un cenno per entrare in azione. Intanto prende appunti: nota con sconcerto che tutt’intorno è pieno di supermercati Coop; scopre che nei menu degli asili di Reggio imperversa l’insalata russa; intercetta una conversazione in cui Renzo Imbeni ammette di tingersi i capelli. Scrive anche, insieme a Povia, una canzone sui ragazzi di Salò (“Viva i ragazzi di Salò, che meraviglia, che meraviglia”). Finquando nel ’94 la Dc porta i libri in tribunale a fare un po’ di compagnia ai propri dirigenti e Garagnani si sente sciolto dal voto. Il resto è storiella.
La carriera di Garagnani in Forza Italia è costellata di fragorosi trionfi. Nel ’96 è protagonista del manifesto pubblicitario “Aiutare chi è rimasto indietro”: fa la parte delle ultime quattro parole dello slogan. Nel 2001 attiva un telefono verde per denunciare i professori comunisti che traviano la gioventù: purtroppo però i genitori si accorgono che il numero verde è a pagamento e lo fanno nero. Nel 2003, per testimoniare il suo sostegno alla guerra in Iraq, chiede di farsi lanciare come bomba intelligente. Ma non è accontentato per evidenti motivi. Nel 2005 vince la battaglia per il presepe vivente nelle scuole ma litiga con Berlusconi che voleva a tutti i costi interpretare il bambinello. Recentemente ha attacco il rettore dell’Università di Bologna, Calzolari, accusandolo di aver favorito il figlio senza nemmeno chiamarlo prima Piercalzolari.
Due settimane fa a Fabio Garagnani ha dedicato una delle sue poesie aiku, su Vanity Fair, Sandro Bondi: "Canuta nostalgia / lente sul passato / garbo irriducibile / quand'è che si mangia?".







