
















Casarini: scrivo un libro per Berlusconi, però paga poco |
| Fabrizio Roncone per il Corrierone |
| ROMA — Compagno Luca Casarini, proprio lei, il gran capo dei no global... «Proprio io, cosa?». Beh, si è messo a lavorare... anzi, a scrivere per Berlusconi. «Un attimo, ora le spiego». Sì, un attimo. Dovevate fare la rivoluzione, e poi invece... «Invece che? Mi ascolti, posso chiarire tutto». Eh... «Eh un bel niente. C'è poco da ironizzare. Io ho solo scritto un romanzo». Genere? «Diciamo un social-noir». Genere sconosciuto, Casarini. «Infatti. Ma, vede, io non saprei scriverlo un saggio politico. Così ho scelto la strada del giallo-denuncia e...». E se lo fa pubblicare dalla Mondadori, la casa editrice di cui è proprietaria la famiglia Berlusconi. Complimenti per la coerenza. «Ma che c'entra?». C'entra. Quanto le danno? «Mi pagano il minimo. Una manciata di euro, come sempre capita agli scrittori esordienti». Dica la verità: come c'è arrivato a una casa editrice così prestigiosa? «Merito di Sandrone Dazieri». L'autore di «Attenti al gorilla». «Esatto. Sandrone scrive gialli, è consulente per la Mondadori e ci conosciamo da una vita, da quando lui, per capirci, frequentava il centro sociale Leoncavallo... La faccenda è più chiara, ora?». Il Cavaliere lo sa? «Che mi pubblicherà un libro? No, non credo sappia niente». I suoi compagni di Roma, l'altra sera, gli hanno tirato le uova... «Centrandolo, per altro... ah ah ah!». Guardi, sono sghignazzi inutili. Ormai lei lavora per lui. Si regoli. «Ma davvero le sembra così strano?». Il problema, Casarini, è se strano dovesse sembrare anche ai suoi compagni no global... «E Claudio Bisio, allora?». Bisio? «Bisio, che è di sinistra, non lavora a Zelig, su Canale 5? E poi, che ne so? altri scrittori, tipo Lucarelli o Saviano? Anche loro: pur essendo di sinistra, pubblicano con la Mondadori. E comunque, guardi, il mio vero problema è un altro». Quale? «Allora: io e altri tredici compagni siamo in Corte d'assise, a Cosenza, per un faldone dei fatti del G8». E allora? «La presidenza del Consiglio dell'epoca, cioè Berlusconi, ci ha chiesto 5 milioni di euro per "danni all'immagine del-l'Italia"... e così...». Capito. «Non è fichissimo? Se Berlusconi vuole quei soldi, deve cominciare a pagarmi... Senta, ma non parliamo un po' anche della trama del romanzo?». Un'altra volta, Casarini. |















GAGO NEWS
(aggiornamenti in diretta)
Sarebbe stato qualcuno che ha recentemente avuto una relazione con Laure Manaudou a mettere on line le foto hard della nuotatrice francese. Indiziati per ora Luca Marin, la Nazionale francese di rugby e le Cirque du Soleil.





VIDEO GAGO (rubrica di grandi classici musicali)
Il video musicale di oggi è un classico del gruppo musicale più cool del momento nella zona di Sacramento: i Cake. Trattasi nientemeno che di "Shortskirt and long jacket" il pezzo perfetto per il vostro Martini a Manhattan. E un superformidabile smack dai vostri amici del blog di Gago!




Berlusconi: "Col Boca
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Michelle Pfeiffer insieme al marito, il produttore e sceneggiatore David E. Kelley, creatore delle serie The Practice e Boston Legal.

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MAKARONI
(Luca Bottura per il Corrierone)
CE L’HO MURO “Mario Matt si è indurito sul muro” (Paolo De Chiesa, Raitre, telecronaca dello slalom di Bad Kleinkirchheim)
FIGURE DI CACAO Dilaga il product placement nello sport. Sabato Massimiliano Blardone aveva estratto dalla tuta un Pocket Coffee per festeggiare la vittoria nel gigante. Ieri, dopo il gol di Maggio, Antonio Cassano ha estratto dai pantaloncini il vaso di Nutella da mezzo chilo che aveva mangiato prima di scendere in campo.
SIMONI IS MAGIC Una bella notizia per Gigi Simoni, opinionista fisso di Domenica Stadio: è così fisso che ieri ha ricevuto la nomination per il Telegatto come miglior scenografia.
SOPRA LA PANCA “Ma perché lo zoo di domenica lo aprono e fanno uscire gli asini? E le capre, le capre, capre…” (Giampiero Mughini reagisce simpaticamente ai blandi fischi che hanno accompagnato la sua presentazione, Controcampo)
RONIE D’ORO Simpatica iniziativa dei tifosi giapponesi che hanno accolto Ronaldo con uno striscione in italiano: “Benvenuto, sòla levante”.
CORAGGIOSISSIMO “C’è una cosa che non ho avuto il coraggio di dire a Mancini ma la dico a Camolese: l’Inter ormai è come la Juve di Capello” (Massimo Mauro, Skycalcioshow)
VENGO DOPO IL ZIBI’ E’ stato rintracciato l’unico acquirente europeo dei giacconi color tristezza pubblicizzati da Zibì Boniek, peraltro fotografato da una vecchia Polaroid, nel corso di alcuni terribili spot in onda sulle reti Mediaset: è Lech Walesa.
ALICE LO SA Piccinini: “Per vedere il Mondiale di club con Mediaset Premium basta pochissimo, basta collegare il decoder…”. Abatantuono: “Poi basta pagare…” (scene di guerrilla marketing a Controcampo)
SI CONSENTE Quiz: chi appare trionfante nell’ultima immagine dell’immaginifico spot di Mediaset Premium che pubblicizza l’esclusiva del Mondiale di club? Bravi. Indovinato.
FANTASIE AL POTERE In un’intervista a Panorama, Monica Bellucci ha definitivamente smentito la leggenda metropolitana di una sua reazione con Ilaria D’Amico. Non s’interrompe così un’emozione.
ESECUTIO TEMPORUM “Era il 1946 quando Sisal inventa la schedina” (incipit di telepromozione, Italia 1)











VIDEO GAGO (rubrica di grandi classici musicali)
Il video musicale di oggi è un classico del gruppo musicale più cool del momento nella zona di Sacramento: i Cake. Trattasi nientmeeno che della versione live di "Stickshifts and safetybelts", il pezzo perfetto per un coast to coast o anche per un Milano-Bologna casello casello. Godetevelo e non menatecela che è troppo country. E un superformidabile smack dai vostri amici del blog di gago!







GENTE CHE NON STA BENE
(rubrica su gente che non sta bene)





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LATO B
(Luca Bottura per il Corrierino, irricevibile per i non bolognesi e poca cosa anche per gli altri, comunque...)
Beatrice Draghetti nasce a Las Vegas, Nevada, nel 1950. La bisnonna, Sigourney Centerfield, gestisce quattro slot machines truccate ai margini della Strip. Il nonno, Washington Draghetti, ha una concessionaria Fiat appena fuori dal Las Vegas boulevard. Sin dalla tenera età Beatrice è costretta suo malgrado a seguire le orme familiari, frequentando un ambiente di perdizione e facili costumi: la concessionaria Fiat.
La Draghetti soffre a lungo in silenzio, ma poco dopo i quindici anni vede finalmente la luce. Il nonno sta vendendo a un allevatore texano l’ennesima 124 Special col contachilometri azzerato. Sul cruscotto, l’immaginetta di padre Pio. D’un tratto, la scritta “Non correre pensa a me” si anima e compone la frase “Ancora qua stai?”.
Beatrice esegue. Siccome le finanze sono scarse, torna nella terra dei suoi avi via mare, viaggiando in un container all’interno del quale sono stipati alcuni pupazzi. Uno di questi è Remo Gaspari, che sta rientrando in Italia perché si è appena comprato il Molise. Beatrice gli confessa la sua crisi mistica, ma Gaspari la invita a non sottovalutare l’aspetto economico: “Meglio se ti iscrivi alla Dc”. Nel container però è buio e Beatrice prende appunti in maniera confusa. E quando sbarca si iscrive all’Ac, l’Azione Cattolica.
I primi anni sono duri. Priva di un lavoro, ancora a disagio con l’italiano, la Draghetti vive di lavoretti trovati dagli amici azionisti. Per un periodo, profittando della mirabolante somiglianza, è la stuntwoman di Mariele Ventre allo Zecchino d’Oro. Quando c’è da calmare genitori inferociti e bimbi piangenti, mandano lei. E’ il momento in cui matura le doti di puericultrice che le torneranno utili quando dovrà trattare con Rifondazione Comunista.
La laurea in filosofia arriva nel 1974, con una preveggente tesi su Kant intitolata: “Critica della ragione del passante nord”. Ma il misticismo l’ha ormai conquistata. E vuole comunicarlo. Diventa perciò professoressa di religione nelle Scuole Medie e, per un breve periodo, anche nel carcere minorile del Pratello. “Non finiremo mai di ringraziarla – dirà Giovanni Preziosa, allora suo dirimpettaio nel commissariato di Bologna centro -. Pur di non finire vittime delle sue lezioni, i ragazzi smisero di commettere reati. Sembrava di stare a Disneyland”.
La politica bussa negli anni ’80, ma Beatrice è in pellegrinaggio a Loreto. Ribussa negli anni ’90 ma la Draghetti ancora tentenna: teme la politica-spettacolo. A rassicurarla è l’amica Rosy Bindi, conosciuta anni prima a una presentazione della Stanhome: “Anch’io sembro uscita da una poesia di Gozzano e mi vesto come un’abat-jour. Eppure tutti mi danno retta. Perché dovrebbe andarti diversamente?”.
Nel ’94 è sul pullman di Prodi nel ruolo di quarta tendina da sinistra. Nel 1996 aderisce al partito popolare. Che si scioglie. Nel 1999 diventa coordinatrice dell’Asinello. Che si scioglie. Aderisce allora alla Margherita, che subito comincia il percorso verso lo scioglimento nel Partito democratico. Stanca di cambiare biglietti da visita, decide di chiudere per sempre con la politica attiva: farà la presidente della Provincia.
Per affrontare la nuova vita, frequenta un master in taglio dei nastri alla “Mastella University” di Ceppaloni. Per affrontare i giornalisti, assume Marcel Marceau: a tutt’oggi è l’unico amministratore mondiale che mima i comunicati stampa. Per affrontare le divisioni della maggioranza, si fa dare il programma di governo di Cofferati e lo tiene al contrario. Della sua presidenza si ricordano… si ricordano… un attimo che chiedo (intervallo: Bologna, piazza Verdi; Milano, piazza del Duomo; Genova, il sindaco di Bologna). Eccomi. Della sua presidenza si ricordano il no ad Alfredo Cazzola sul progetto di uno stadio a Medicina, il fatto che Cazzola le abbia scritto “grazie” sulla fiancata della Punto con una chiave, l’istituzione di un ufficio per la pace in Provincia, la risposta degli automobilisti: “Se volete la pace in provincia, mettete meno autovelox”.
Nel 2007 ha proposto come inno del Pd “Il torero camomillo”; recentemente, dopo il varo del piano commerciale sugli ipermercati, è stata soprannominata “La Coop sei tu”; quando vuole divertire gli amici, sostiene di aver capito a cosa serve la Conferenza metropolitana.
Hanno detto di lei: “Ogni tanto però svagati, esci, vai a ballare” (Joseph Ratzinger); “E’ il mio modello di riferimento” (Michela Vittoria Brambilla); “Scherzavo” (Michela Vittoria Brambilla).