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MONDO GAYO
(rubrica sul futuro del genere umano già preconizzato da Umberto Veronesi)
"Chi ha usato la melatonina contro gli effetti del jet-lag e per recuperare il sonno perduto, ora potrà sfruttare l'ormone della giovniezza per ristrutturare i capelli, arrivati al capolinea dopo l'estate. Anche se coccolati e protetti durante le sessioni di sun bathing, oggi richiedono un aiuto extra". (Antonio Barea de Luna, rubrica "Alta manutenzione" su A.)
Commento Eh?

LUCIDI OTTONI (rubrica su una mente rischiarante)
"Non me ne ero mai reso conto: l'ho notato solo di recente. Eppure, è sempre stato così: i nomi delle stazioni, lungo le ferrovie italiane, non sono illuminati" (Piero Ottone, rubrica "Vizi e virtù" sul Venerdì di Repubblica)
Commento Ma va' a cagare, va'-

GAGO NEWS (aggiornamenti in diretta)
Dopo l'allarme sulla grande muraglia che potrebbe scomparire entro vent'anni, gli archeologi rassicurano: i lifting di Marina Ripa di Meana dovrebbero reggerne almeno trenta.

GAGO NEWS (aggiornamenti in diretta)
Una buona notizia rallegra il giorno della commemorazione di Lady D.: Elton John non ha ancora cantato nessuna canzone.
FIGURINE
(Luca Bottura per il Corriere di Bologna)
“I maltrattamenti alla donna marocchina? La societa' bolognese, anche in previsione della mega moschea voluta da Cofferati deve svegliarsi, perche' il centrosinistra sta narcotizzando anche la nostra aberrazione''. (Angelo Alessandri, Lega Nord, comunicato)
Commento Oh, si direbbe "indignazione". Ma si sa: la Lega non ama gli Zingarelli.
Autocommento Forattinata.

“È uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!”
Perché Enzo era così: avrebbe trovato il lato ironico anche nell’anniversario di morte di se medesimo.
Così, da dovunque si trovi adesso, è anche riuscito a strapparmi un difficile sorriso, forse uno degli almeno tre che si era sempre ripromesso di far apparire giornalmente sui visi di altrettante persone, come una sorta di compito morale.
Enzo era anche questo, molto lo è ancora, ma non solo.
A proposito di se stesso, amava citare Walt Withman: “Sono vasto, contengo moltitudini”, giocando sul doppio senso fra le sue innegabilmente… importanti dimensioni fisiche, e quelle anche più importanti dei suoi interessi e delle sue attività, tanto importanti queste seconde, che è ancora oggi impossibile per chiunque conoscerle bene.
Noi della Zonker’s Zone, la mailing list e comunità da lui fondata attorno all’omonima rubrica che tenne su “Linus” dal 1997 al 1999, siamo stati indubbiamente fortunati, perché di Enzo abbiamo conosciuto almeno due lati davvero importanti.
Uno è il ruolo di carismatico mentore: da quel grande curioso (o ficcanaso) che era, amava moltissimo interessarsi delle vite altrui, e quando vi percepiva il disagio o l’inappagamento, era abilissimo a guidare le persone su percorsi dove trovare insospettate possibilità… e com’era felice quando gli riusciva di aprire gli occhi, o una buona strada, a qualcuno.
Non si contano in Zonker’s Zone, e immagino anche altrove, le vite che sono così cambiate in meglio (compresa peraltro quella di chi scrive), grazie all’aiuto, quando non alle vere e proprie istigazioni, di Enzo.
L’altro lato, peraltro strettamente correlato al precedente, è quello ispirato dal suo incrollabile ottimismo, l’aspetto più ironico e scherzoso di Enzo, la sua gioia del divertimento e della buona compagnia, il non prendersi mai troppo sul serio e il capire che le cose sono quasi sempre più semplici e meno brutte di quel che sembrano: basta usare una visuale quel minimo tollerante su se stessi e sul mondo, perdonarsi e perdonare i difetti, e piantarla una buona volta di pensare per forza negativo, cosa che Enzo definiva “Un cancro che ti mangia dentro”.
Un’altra frase che amava era tratta da uno dei fumetti su cui aveva lavorato come traduttore, la battuta finale di Batman nello stupendo ciclo del “Cavaliere Oscuro” di Frank Miller:
“Sarà una buona vita… buona abbastanza”.
Guardare avanti con ottimismo, senza però accontentarsi, perché c’è sempre modo di migliorare.
Lezioni semplici, vere e importanti, che sono rimaste e rimarranno.
È per questo, anche ma non solo, che i nostri ricordi di Enzo sono allo stesso tempo così belli e tristi, così dolci e malinconici, è per questo che è difficile bilanciare la gioia per la fortuna di averlo conosciuto e il dolore per averlo perso.
È per questo che ci manchi tanto, Enzo.
E va’ che bel coccodrillo che ti ho scritto alla fine, Enzo: te lo saresti mai immaginato?
Mi par quasi di sentirti sghignazzare…


PIPPA DE MENO (rubrica in odorama)
"Sono stati giorni terribili, che mai avrei immaginato di affrontare e che a nessuno, nemmeno al peggior nemico, auguro di passare. Ne ha risentito anche il mio fisico: sono dimagrito" (Cosimo Mele, intervista a "Gente")
Commento Vedi titolo.

GAGO BRAND (rubrica onomastica)
"Larry Gagosian, il gallerista più potente al mondo, dopo quasi un anno di voci e false notizie inaugura in autunno a Roma uno spazio unico nel panorama delle gallerie romane". (Articolo di "Panorama"
Commento Vogliamo la percentuale sugli incassi, Gagosian!!!!

GAGO NEWS (aggiornamenti in diretta)
Britney Spears sotto inchiesta per abuso su minori: avrebbe fatto ascoltare ai figli ben due dischi del suo repertorio.

UNA SPERANZA PER IL FUTURO (rubrica ottimistica)
"Il Festival di Venezia è nato nel 1932, questo è il 75esimo anniversario e in 75 anni il festival è maturato, è invecchiato, è ringiovanito, gli è accaduto insomma quello che accade a ogni persona nella vita" (Enrico Magrelli, critico cinematografico e consulente per il Festival di Venezia, a Sky Tg 24, poco fa)
Commento Mah, speriamo.


GAGO MACABRE (rubrica di umorismo macabro)
Per un errore delle pompe funebri, mentre suonava "O bella ciao" Giovanna Marini è stata inumata al posto di Bruno Trentin.

GAGO NEWS (aggiornamenti in diretta)
Caso Garlasco, la vicenda si complica ancora: dentro i vestiti di Chiara è stato rinvenuto un transessuale.
OH MA GUARDA UN PO' DOVE TI HO BECCATO IL CAPITANO ACEVEDA (rubrica di nicchia dedicata agli amanti della serie The Shield)


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GAGO NEWS (aggiornamenti in diretta)
Un nuovo aggiornamento sul caso delle Barbie tossiche: sono state trovate tracce di piombo nelle tette di Paris Hilton.
QUESTA NON L'AVEVO MAI SENTITA (rubrica di opinioni inedite)
"Mi sono rimesso a sfogliare Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini. Be', le dirò: dentro ci sono riflessioni attualissime" (Sandro Curzi, intervista di Fabrizio Roncone sul Corriere della sera di ieri)
Commento A questo proposito sfrutterei l'opportunità per rivendicare una cosa che pochi sanno: Pasolini parlava bene dei carabinieri.



"E' Kerouac, ma col caffè marocchino al posto dell'LSD"
Fernanda Pivano, La Stampa
"E' il racconto di un viaggio. Un viaggio è quando tu abiti in un posto e poi ti sposti in treno oppure in macchina oppure in aereo e vai da un altra parte che è diversa dal posto dove eri quando sei partito..."
Franceso Alberoni, Il Corriere della Sera
"Mi è piaciuto talmente tanto che non ci farò un film"
Gabriele Muccino, regista.
"Bottura è cresciuto con me. Ha imparato da me l'arte dell'ironia"
Silvio Berlusconi a Ballarò.









LETTO E SOTTOSCRITTO
(rubrica che legge e sottoscrive)
Alcune settimane fa, in un articolo sul Corriere, Bernard-Henri Lévy descriveva Cesare Battisti, l'assassino liberamente e felicemente latitante per anni in Francia di cui l'Italia ha chiesto l'estradizione che la Francia ha formalmente concesso, anche se egli è riuscito senza troppe difficoltà a fuggire in Sudamerica, dove ora è detenuto e Lévy gli ha reso visita. Lévy ne parla come di un nobile martire, tra Silvio Pellico allo Spielberg e un partigiano nelle carceri naziste; come della vittima di un'iniqua persecuzione giudiziaria.
Battisti è stato ritenuto colpevole di quattro omicidi rivendicati dai Proletari armati per il comunismo, mentre un'altra vittima venne ferita e costretta a passare il resto della vita su una sedia a rotelle. Condannato a due ergastoli per tali reati, è fuggito in Francia, dove ha vissuto piacevolmente, vezzeggiato quale rifugiato politico e quale autore di romanzi gialli. A differenza di altri implicati nelle violenze degli anni di piombo, non ha mai avuto parole di pentimento o di resipiscenza né di pietà per le sue vittime, parlando delle quali ha detto, con sguaiata noncuranza, che all'epoca di quei suoi omicidi egli era molto giovane. Verissimo, ma ciò vale pure per Priebke e per molti torturatori dei lager.
Mi dispiace che anche Lévy, che ammiro per i suoi libri e che mi ha sempre dimostrato generosa amicizia, sia vittima della disinformazione così frequente in Francia per quel che riguarda l'Italia di quegli anni di piombo e di sangue. È paradossale che, nell'epoca dell'informazione globale e in tempo reale, le Alpi siano una barriera sufficiente a bloccarla. Tra molti intellettuali francesi è diffusa la convinzione che l'Italia degli anni Settanta fosse un paese totalitario e repressivo, fascista, e si tende ad assimilare le Brigate rosse alla Resistenza e dunque gli assassini, ad esempio, di Carlo Casalegno o di Vittorio Bachelet ai fratelli Cervi o a Leone Ginzburg.
È strano come si ignori che in quegli anni l'Italia era un paese di vitale progresso sociale, che ha visto significative conquiste dei lavoratori, emancipazione delle donne, estensione dei diritti civili. Le Brigate rosse, per innata incapacità di comprendere la situazione politica e forse talora inconsapevolmente manovrate dalle forze più retrive che si opponevano a quel processo, hanno infatti colpito non già mafiosi o golpisti di destra, bensì i rappresentanti di quell'Italia migliore, come — per citare solo alcuni tra i molti caduti— l'avvocato Croce o l'operaio Guido Rossa.
Naturalmente l'Italia di quegli anni non era un paradiso terrestre; aveva i suoi scandali, le sue corruzioni, le trame di servizi segreti deviati, pronti a usare i terrorismi d'ogni colore. Ma se si ritiene che qualsiasi ingiustizia commessa da una società o da uno Stato debba essere combattuta col terrorismo, si scatena un caos di sangue su tutta la terra; posizione delirante, ma che ha almeno la coerenza del rischio personale ed è moralmente meno spregevole della falsa e impossibile equidistanza del signor «Né né», mirabilmente stracciato da Francesco Merlo, ossia di chi, pur sguazzando in un sistema, si dichiara neutrale rispetto a chi vuole distruggerlo, dandosi così l'aureola di imparzialità e di sensibilità rivoluzionaria, confortato dalla sicurezza che il sistema di cui vive non sarà sostanzialmente scalfito e che le vittime saranno altri, chi viene colpito e alla fine pure chi colpisce.
A testimoniare la puerilità e il sentimentalismo di molti terroristi, basterebbe l'esempio di quel professore che, scontata la pena per partecipazione a banda armata e rientrato giustamente a pieno titolo nella vita civile, dichiarò che, avendo avuto nel frattempo una figlia, aveva capito che «non si può uccidere un papà» — come se fosse invece più lecito uccidere uno zio. Se si ha tanta poca fantasia da aver bisogno di essere fisicamente padre per capire il dolore di perdere un padre o un figlio, «l'immaginazione al potere» non appartiene proprio all'estremismo pseudorivoluzionario.
La diffusa disinformazione che scambia i terroristi per partigiani non nasce da una difficoltà di accedere alla conoscenza dei fatti né da una volontà ideologica di mistificarli, bensì da qualcosa di più futile ma più insidioso e più duro a morire, ossia da uno snobismo letterario, da una civetteria di clan intellettuale. Non a caso Battisti gode di quelle simpatie pure in quanto autore di libri gialli; è dunque uno scrittore, cui viene aristocraticamente concessa l'autorizzazione a non seguire la morale del gregge, dei comuni mortali, che prescrive di non uccidere le persone e di non condannarle a una sedia a rotelle a vita. È evidente l'obbrobrio di tale pretesa disuguaglianza: anche Dante, se uccidesse un bambino, dovrebbe passare decenni in galera.
Battisti deve scontare la sua pena. Naturalmente con tutte le garanzie che tutelano ogni cittadino, il quale conserva i suoi diritti e la sua dignità umana anche se ha commesso efferatezze. Nessun omicida può essere ridotto unicamente al delitto che ha commesso; ognuno — santo, delinquente o mediocre— è un uomo, con tutto il mistero, le contraddizioni, i demoni di ogni uomo e va rispettato e ascoltato, anche quando va punito. Va compreso, come occorre cercare di comprendere le passioni e l'atmosfera che hanno indotto molte persone di retto sentire di quella generazione a compiere dei delitti.
Ma comprendere non significa assolvere o approvare; in ogni caso, le vittime non hanno meno diritto a essere ascoltate e capite e non sono meno interessanti o meno complesse dei carnefici, che — almeno sino a poco fa — sembravano monopolizzare un'attenzione piena di riguardo. È irrilevante che Battisti non sia Dante o Shakespeare; quanto ai suoi romanzi polizieschi, forse non è necessario leggerli perché, come dice un'anonima ed efficace battuta, si sa già chi è l'assassino.

GAGO CONTEST
(quale delle due è meno peggio?)
a) Berlusconi farà il testimone alle nozze di Briatore. Strano: di solito fa l'imputato.
b) Berlusconi farà il testimone alle nozze di Briatore. O, come preferisce farsi chiamare lui, persona informata sui fatti.

Weekend a Panarea. Belle e raffinate feste. Ma Diane von Furstenberg è rimasta sullo stupendo veliero Eos a guardarsi un film in dvd. Noblesse oblige.

NUOVI FILOSOFI
(rubrica aristotelica)
"In radio sono un buffone, in tv allegro, nei libri tiro fuori i pensieri più profondi"
(Fabio Volo, Qn)
Commento E al cinema sei quello che fa le puzzette.