TUTTI AL MARE VENT'ANNI DOPO
(Prosegue la pubblicazione del diario-omaggio-lenzuolata uscito sull'Unita' dal 20 luglio scorso)
Luca Bottura
RIMINI
Andare a Rimini per dormirci e basta è come partecipare al congresso dell'Udeur e non portare a casa nemmeno un assessorato. Eppure è quasi quello che ho fatto. Con una importante concessione: il letto era al Grand Hotel. Un doveroso omaggio al rito che il Serra compì vent'anni orsono, ma anche la più prosaica esigenza di regalarsi un minimo di bambagia dopo quasi un mese di portieri scortesi, camere tropicali (o polari), taglieggiamenti vari.
Dal 1985, alcune cose sono rimaste intatte. Le anziane nobildonne che svernano per un mese, i nuovi cafoni che si aggirano per la hall in bermuda colorati e camminata alla zuava. E alcune delle 168 camere. Tipo la mia: piccolina, vista sui collettori dell'aria, tende più vecchie che antiche, tv col televideo rotto. Meglio i corridoi, così alti, ampi, istoriati di luci barocche. E il bagno, enorme, bianco latte. Oltre al servizio, naturalmente. Onnipresente. Per dire: mentre me ne stavo sul letto a leggere i giornali - non vestitissimo, diciamo - una cameriera in grembiule nero è entrata a portarmi una caramella. Buona.
I cambiamenti. Vent'anni fa Fellini era un (grande) regista, oggi è una (grande) suite. La singola costava 300.000 lire, oggi costa 370 euro. Marco e Pietro Arpesella, che erano proprietari del Grand Hotel, si sono uccisi con una revolverata. In tempi diversi. Pietro a 95 anni. Marmi, stucchi, parquet, sono finiti per tre anni, nei tardi '80, in amministrazione controllata. Per preservare i bilanci, ora d'inverno si ospitano le convention dell'Herbalife. E Sigfrido Stocklow, il direttore in guanti bianchi che sembrava uscito da una felice inquadratura di Amarcord, è andato in pensione nel 2001. Sta nella sua San Remo.
Lo hanno sostituito in due: Andrea Cigarini, 33 anni. E Mattia Palazzi, 36. Insieme fanno l'età del loro predecessore. Più che un direttore, Palazzi - veramente disponibile - si definisce deputy manager. Poi scandisce: "La nostra mission è alimentare il mito". Per questo in capo a tre anni l'intero edificio sarà riportato a com'era nel 1908: "Un restauro conservativo che reintrodurrà anche le torri moresche. Ma è previsto un update complessivo delle camere". Quale clientela ospitate? "D'estate turisti di alto livello in cerca di una calda ospitalità sincera. Durante il resto dell'anno, soprattutto congressisti. In bassa stagione le convention sono il nostro core business".
Palazzi è giovane ma esperto: "Holyday Inn, Le Meridien, finora mi sono occupato di opening e rebrand". Lavora molto: "Sono on duty 14 ore al giorno". E ha idee chiare su come rilanciare il marchio. "Prima la nostra spiaggia era un accessorio poco sfruttato dell'hotel. Oggi dalle 19.30 a mezzanotte ospita un rave, una sorta di party d'elite al quale possono partecipare fino a 700 persone. Di giorno, poi, forniamo un servizio all inclusive: ombrelloni extrasize, letti cabanas". Costi? "Dai 50 ai 120 euro al giorno, ma il setup minimo comprende praticamente tutto. E non siamo fiscali se l'ospite invita qualcun altro. Ci piace essere così, genuini. Come la piadina col prosciutto". With the ham.
Facili ironie (easy jokes) a parte, Palazzi gronda un entusiasmo veritiero (real enthusiasm) per una cura da cavallo (horse therapy) che ha evitato al Grand hotel di diventare un sepolcro imbiancato (whited tomb). "Avessimo un centesimo per ogni volta che qualcuno si arrampica sulla ringhiera inseguendo la stessa prospettiva di Amarcord, potremmo dare le camere gratis. Poi però quella terrazza deve vivere. Per questo ogni sera c'è un after dinner che raduna anche 400 persone. Musica live. Cover band di Beatles e Rolling Stones… Io amo più gli U2, cose recenti. Ma quando ho visto un centinaio di sessantenni scatenati al ritmo di Satisfaction, mi sono inorgoglito. Anche se Stocklow certe cose non le avrebbe mai fatte". Proprio no.
Al di là della strada, su un divano in vimini del bagno 14, sta seduto Isaac. E' l'erede di Zanfanti Maurizio, detto Zanza, il playboy in tutina che all'epoca si qualificò al Serra come una sorta di Azienda di promozione turistica dell'amore. Ha 27 anni, ricci chiari forse suoi, una mamma che gli cucina le lasagne, e un rapporto più laico coi numeri: "Zanza parlava di 2000 donne. Io non le conto. Ho smesso quando sono arrivato a cento".
E quando? "A 17 anni, ma sono numeri normali".
Normali?"Se un uomo non arriva a cento donne è un fallito".
Un attimo che vado a uccidermi. Quando hai cominciato? "A undici anni. A fare il bagnino, intendevi?".
Dài che hai capito. Nomea meritata? "Di': se c'è, un motivo c'è. Ma ho delle agevolazioni".
Quali? "Il mestiere, qui. E poi suono in una band. Chitarra e voce. Roba nostra ma anche cover. Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughn. Sul palco le occasioni non ti mancano".
Segreti? "Non ci sono segreti. O sei o non sei. Se vuoi, fai. Basta che ti muovi con una certa decisione".
A me non succederebbe…"Beh, a te no. Ma io son sempre qui, quasi nudo. In vetrina".
Basta? "No, poi è una questione statistica. Uno che lavora in ufficio, sta in giacca e cravatta, quante donne vedrà in un giorno? Forse dieci, venti. Io nei weekend ne vedo passare seicento. Su seicento, ce ne saranno dieci che mi piacciono? E su dieci, vuoi che neanche una ci stia?".
Chi fa il primo passo? "Le cose le devi vedere. Lo dico anche a tanti ragazzi che passano di qui e magari sono timorosi: non la vedi quella lì, non vedi che lì ce n'è? Se una si beve una Ceres alle due del pomeriggio…".
Frequenze: una a sera? "Son capitate settimane che dovevi gestirne tre al giorno e non era facile. Ma se vuoi mantenere la media, devi pedalare, la testa deve starci. Però io sono uno che lavora, alle sei del mattino sono qui".
Il dovere innanzitutto. "Spesso vogliono che la notte continui. Ma io mi dico: non fare lo semo. Loro sono in vacanza, io no".
Orari?"Capita che alle dieci sei già sul pezzo, ma di solito fai più tardi. Se poi la porti un po' in giro, vai nel locale, fai mattina. Allora finisce che cerco di ottimizzare".
Cioè? "Se è chiaro che nel bulirone ci vuoi stare, mangiamo qualcosa qui. Cucino io un po' di pesce, sono bravo. Poi un bagno insieme. E un passaggio nel mio regno, in magazzino. A mezzanotte a casa".
Si accontentano? "Sono nell'esercizio delle mie funzioni, di solito alle over 30 va benissimo così. E anche alle straniere, olandesi soprattutto".
Fai selezione? "Se vuoi fare legna, se vuoi girare il minestrone, non è che puoi stare a fare lo schizzinoso. Certo, adesso non prendo più di tutto. In generale sono maturato".
Subisci anche assalti di over 40? Magari son qui col marito…"Capita sì. Però ci stanno un minimo attente perché son tutte stanziali, poi mi devono guardare in faccia. Io comunque ho una mia etica, cerco di andare fuori dal bagno. Sempre in linea di massima".
E la gentilezza resta vincente? "Certo. Poi, arriva il momento devi sfoderare la tua maschilità. Ma all'inizio…".
Cura del corpo?"No. Mangio di tutto, bevo di tutto, faccio di tutto".
Di tutto? "Anche il surf, il beach volley, gli sport da spiaggia".
Gli sport da spiaggia, certo. Vacanze? "Dove ci sono le onde. Bali, Messico, Brasile…".
Contatti con lo Zanza? "Non lo vedo più e mi spiace. Ma intorno è cambiato tutto: lui si muoveva in un bordello. Discoteche, casino, divertimento. Era la Rimini dello sballo totale. C'hai presente Tondelli?".
Cos'è cambiato? "Troppe pugnette. Una volta arrivavano le tedesche con gli zoccoloni ai piedi e via che si trombava. Oggi è tutto troppo sofisticato. Guarda il mio bagno, non c'è niente. Gli altri hanno il fitness, il welness, il wireless. Internet sotto l'ombrellone. No, dico, Internet sotto l'ombrellone… Ma non ti basta a casa? Poi magari tua moglie si distrae".
In sintesi? "Qui sembra che ti diano chissà che cosa ma non ti danno niente di vero. E' solo confezione, un gran buttasù.. Manca la libertà. Sì i musei, l'entroterra, la cucina, quello che vuoi… ma se te alle donne gli porti il via divertimento ruspante,quello che sappiamo noi, il gusto della conoscenza, puoi andare anche a casa".
Tra vent'anni dove sarai? "Qui, uguale. Avrò sempre le mie frasi sagaci, come adesso. La battuta sempre pronta. E continuerò a piacere per quello".
E se potessi scegliere il tuo erede? "Gay no. Sarà moderno, ma è troppo moderno. Nero sì. Anzi, nero è probabile. So che tante signore vanno in Jamaica a vedere la natura, diciamo".
Tua madre? "Se siam contenti noi, lei è contenta. Ho anche due fratelli più grandi: Adam e Harold". Adam e Harold? "Eh, a mia mamma piaceva La valle dell'Eden…".
A te invece? "A me Carlito's way. E Fuga di Mezzanotte. I film di oggi no. Non c'è sceneggiatura. E' tutta produzione. Troppa roba e niente dentro. Poi magari vincono gli Oscar, eh?”. Proprio come Rimini. Di’.
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